Joseph Joseph - Griglia Jazz Manouche | GypsyJazz.app
Joseph Joseph è un classico immancabile nelle jam di gypsy jazz: il giro di accordi si memorizza in fretta e i riferimenti armonici sono chiari. Ma questa semplicità può diventare una trappola. Spesso attaccato a tutta velocità, il brano si trasforma facilmente in una gara di velocità e volume. A 210 e oltre, il vero lavoro consiste nel mantenere un buon senso del tempo, lasciare spazio e suonare una linea che racconti qualcosa. Joseph Joseph, come les yeux noirs, funziona molto bene dal vivo perché, anche se il pubblico non sa necessariamente dare un nome al brano, questo tipo di melodia che ha attraversato le epoche è ormai radicato nella cultura popolare e nel folklore occidentale.
Nella sezione A, presentata qui in Am, i lunghi passaggi su Am7 e E7 mettono a nudo il rapporto tonica–dominante. Non serve accumulare sostituzioni per far sentire la cadenza: il G di E7 che va su A basta già a evidenziare la risoluzione. L’arpeggio di Gdim7 su E7 aggiunge il colore b9, a patto di condurre bene la frase verso il ritorno al minore. Lo stesso lavoro dalla dominante al minore si ritrova in Minor Swing.
Su Am7 (che naturalmente si suona anche come Am6), cercate anche la sesta F e la settima G come note di colore, invece di snocciolare meccanicamente una scala. Poi fate sentire il passaggio da G a G quando arriva E7. Questi piccoli movimenti danno una direzione al solo senza richiedere più note.
Per non subire il tempo, pensate in minime, con una sensazione di half-time: frasi più distanziate, pause e una cellula ritmica da spostare o variare. Anche suonare in ottave è un ottimo modo per fare qualcosa di bello senza rimetterci una falange o un legamento del polso! Studiate prima lentamente, poi accelerate senza indurire l’attacco. E, come sempre, nella pompe mantenete una pulsazione regolare senza cercare di coprire il solista.